Le strade si dividono, i destini chissà, ma la “Buena Aire” sempre rimarrà.

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Destini incrociati, una scelta figlia di momenti differenti che ha dato vita ad un unico tempo.

Storie che si sono “mezclate” come un Fernet y Coca, dialetti lontani, lingue diverse ma sempre in comunicazione.

Siamo nati conoscendo un nuovo mondo, dalla finestra di Casa Encuentro ci siamo affacciati su empanadas, mierda, dulce de leche, pelea e colectivos. A bordo di un diario in tanti son passati: Maria, Rroberto, Padre Marco, l’uomo forchetta, Ali Babà e los 40 ladrones, ziopen!

Bimbi sfrenati, noi o loro?

Staffette di pizza e di verdura, non ho mai fatto…il gioco del panino, la cacca si, però. Pero qué? Lo que pasa en Tucumàn se queda en Tucumàn!

Siamo cresciuti diventando un’arca: topi killer, mosquitos, locuste, scarafaggi, Susanna la pecora, burritos.

Ci siamo amati ed odiati, in un viaggio verso il paese dell’arrangiarsi, lontano ed alto come La Mesada. Doccia fredda? Just do it! Tanto è tutto mentale.

A ferragosto un mare di nuvole e sale, abbronzati sotto le stelle.

Bòn, ora l’avventura è terminata, “abbiamo finiscole”.

Il Gruppo Piemonte saluta l’Argentina, ma l’intreccio creato non può che rimanere. Molti anni non basteranno, troppa energia, vibracciones de cuerpo y anima per poter dimenticare.

Un viaggio notturno verso Buenos Aires, tre settimane, undici compagni. Sorrisi che si accendono come fiammiferi al solo attrito tra due anime.

Da edifici grigi a montagne colorate, paesaggi senza padrone.

Immagini che continueranno a risuonare e che racconteremo sempre, alimentando la storia.

Le strade si dividono, i destini chissà, ma la “Buena Aire” sempre rimarrà.

Stefano D’Alessio

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18/08/2014 …a presto Argentina

Dopo trenta ore di viaggio, sei film (rigorosamente in spagnolo), e dopo aver esaurito tutte le scorte di crackers, biscotti, cioccolato e frutta, finalmente siamo arrivati a Casa Encuentro, a Buenos Aires.
Un viaggio a ritroso, tutto d’un fiato, attraversando le tappe percorse all’andata. Allo stesso tempo nella nostra mente scorrevano le immagini della nostra avventura, i nostri cuori si riempivano di una calda nostalgia e di stupore per quello che abbiamo visto e vissuto insieme. 


Stanchi come non mai, e carichi di borse, borsette e zainoni (come sempre, del resto), siamo stati accolti da Martina (quanto ci è mancata) e dall’immancabile cucina di Maria, che ancora una volta ci ha viziati come se fossimo suoi figli (empanadas a volontà!).

Con le ultime forze, abbiamo raccontato a Martina qualche aneddoto simpatico, e prima di ritirarci nelle nostre camere, Stefano ci ha letto la sua creazione: una poesia, fatta di citazioni, animali, oggetti, persone che hanno arricchito la nostra avventura insieme. Qualche lacrima è stata versata, sia per la gioia di ciò che abbiamo visto e vissuto, sia per la nostalgia di un’esperienza senza eguali, che non potrà essere ripetuta. Ma come ha scritto il nostro Ste, questo non è il tempo delle lacrime; questo è il tempo di gioire insieme e di salutarci con la speranza, chissà, che un giorno ci rincontreremo per rivivere insieme ciò che è stato.


Buenas noches ai nostri lettori, ai quali raccomandiamo almeno un’ultima visita, per l’ultima pagina del nostro diario di bordo.

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17/08/2014 Il lungo viaggio del “Gruppo Vacanze Piemonte”

Questa mattina ci siamo svegliati con la consapevolezza che per noi questa sarebbe stata l’ultima notte in un confortevole letto (prima di Buenos Aires), visto che la prossima la passeremo nell’autobus che ci porterà alla nostra casa iniziale (Casa Encuentro), che abbiamo lasciato ormai 10 giorni fa.
 
La mattinata è iniziata con un’abbondante colazione e subito dopo abbiamo dovuto raccogliere le nostre cose per preparare i bagagli. Prima di pranzare abbiamo speso i nostri ultimi risparmi per acquistare provviste per il viaggio (ci aspettano 30 ore di pulman) e souvenir vari.
Zaini in spalla e via verso la stazione degli autobus, ma prima … abbiamo fatto tappa in un buon ristorante al quale siamo arrivati allenati a causa della lunga e faticosa scarpinata  per raggiungerlo (anche se ormai dovremmo essere abituati!)
Successivamente siamo saliti su un autobus di linea purtroppo sprovvisto di bagno (fondamentale viste le 7 ore di viaggio senza sosta) e di bagagliaio, costringendoci così a lasciare gli enormi e ingombranti zaini (uno dei quali sembra contenere Milton…)  nel corridoio  e a sollevarli con le ultime forze rimaste per far passare ogni nuovo passeggero ( Bennuz forza e coraggio!)
Dopo sette lunghe ore siamo finalmente arrivati alla stazione degli autobus dove abbiamo cenato in attesa di prendere l’autobus diretto per Buenos Aires…
E il viaggio continua…
Buenas Noches!
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16-08-2014 Adios Mesada

Sveglia presto stamattina per affrontare il tortuoso e lungo sentiero di ritorno dalla Mesada. Secondo i nostri ritmi ci siamo divisi in diversi gruppi di “giovani marmotte”. Uno di questi ha, per una frazione di secondo (mezz’ora circa), smarrito la retta via facendo preoccupare la nostra guida Julian, che si è improvvisata cecchino con lo zoom della sua macchina fotografica, alla ricerca delle disperse!
Per fortuna tutto si è risolto per il meglio, le nostre distratte esploratrici hanno trovato la strada del ritorno e si sono ritrovate con il resto della ciurma ai piedi del monte. 
Dopo poco è arrivata la camioneta per riportarci ad Iruya. Tortuoso e sobbalzante, è stato un viaggio sempre accompagnato da un sole cocente e da tempeste di polvere. 
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Abbronzati e scombussolati siamo “atterrati” ad Iruya. Qui alcuni di noi si sono finalmente lavati ed altri hanno preferito nutrirsi.
Durante il pomeriggio ci siamo rilassati, chi giocando a carte, chi passeggiando per il paese (accompagnato dal fedele Felipe, il cane dell’ostello). Al parco giochi è continuata l’animazione, stavolta non programmata, in risposta alla curiosità nei nostri confronti di due bambine del posto.
Per cena abbiamo mangiato una buonissima zuppa di zucca, torte salate e papas y queso con cioccolato ( non ci facciamo mancare nulla!).
Abbiamo atteso la digestione giocando nella saletta comune dell’ostello… chi a Macchiavelli, chi al Risiko argentino, il Teg.
 
Buenas Noches!
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15/08/2014 Giocando alla Mesada

Il buongiorno si vede dal mattino… per noi la mattinata è iniziata con un ottimo pane fatto in casa e latte caldo; immancabile è stata la compagnia dei bambini, con i quali, per rompere il ghiaccio, è iniziato a tavola un gioco con i palloncini. Tra mille colori e risate la giornata può iniziare!

Cominciamo le attività cercando di coinvolgere tutti, genitori compresi, i quali vengono presi di peso dalle loro postazioni e “costretti” a giocare con noi. Tra baile de la serpiente, staffette e corse, arriva il momento del ballo del lama, preparato da bambini e ragazzi con tanto di costumi di lana (pelle di pecora), sotto il sole cocente: grandi ragazzi!

Ovviamente arriva il momento di pranzare (ormai siamo fissati con il cibo), per poi aspettare che passino le ore più calde del giorno, intrattenendo i ragazzi con la geniale sopa de letras (ideatore Padre Marco), palloncini per i più piccoli e un gioco che il buon professore ha avuto il piacere di insegnarci: cercare di fare goal dopo aver fatto 5 giri con la testa su un bastone, appoggiato al suolo. Nonostante le rovinose cadute, la squadra italiana è riuscita a vincere!

Infine non può mancare la partita di calcio al campetto vicino, dove, in un primo momento, la sfida avviene solo tra i temerari hombres; successivamente, anche le damas cercano di cimentarsi, con risultati parecchio scadenti: forse saper giocare a calcio è scritto nei geni..
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Stanchi e ustionati, arriviamo all’ora di cena; la grandissima cuoca Claudia ci prepara un meraviglioso polletto e come delle locuste finiamo tutto, tanto che Benny si preoccupa di aver esaurito tutte le provviste della comunità. Il momento della cena è stato utile anche per rivolgere alcune domande al preside Valerio Aban e alla cocinera Claudia, la quale ha sempre vissuto nella comunità. Abbiamo scoperto che la comunità è composta in totale da 60 persone, senza contare coloro che si sono trasferiti. L’ambiente ci è sembrato fuori dal tempo, come se fosse rimasto indietro di 50 anni; per questo motivo abbiamo chiesto quale sia il motivo per cui la gente della comunità non si sia ancora spostata e ci è stato risposto che, oltre alla questione economica, il principale motivo riguarda il meraviglioso passaggio, per il quale vale la pena rimanere…e su questo siamo tutti d’accordo (nessuno di noi aveva mai visto così tante stelle, quante se ne vedono alla Mesada).

Un paesaggio incantato, che vale la pena di scoprire.

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Buenas noches.

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14/08/2014 Il football unisce il mondo

Oggi ha avuto inizio l’ultima emozionante tappa della nostra avventura. Stamattina siamo partiti verso la Mesada con una “camioneta”, caricata all’inverosimile di persone, coperte e provviste. Molti di noi sono partiti in condizioni di salute precarie, ma la malattia è stata sconfitta dalla voglia di partire.
Il percorso era molto accidentato, poiché abbiamo risalito il letto di un fiume che in inverno é quasi completamente prosciugato. Dopo un’ora di sobbalzi e botte prese qua e là,  la camioneta ha effettuato la prima sosta in un villaggio, chiamato Higuera, nel quale le prime provviste sono state consegnate. La seconda fermata è stata la nostra: ai piedi della Mesada. Tutte le donazioni sono state caricate sugli asini per permetterci di iniziare la lunga salita un po’ meno carichi del solito. Il sentiero che ci siamo ritrovati di fronte è risultato molto più accidentato e ripido del previsto; ma ciò che ci ha permesso di non arrenderci è stato l’infinito e sublime paesaggio delle montagne andine che ci circondavano e che diventavano via via più belle e maestose.
Abbiamo preferito non tenere conto del tempo che passava e dei muli che ci sorpassavano durante il tragitto. L’immane fatica è stata ricompensata dall’accoglienza e dal pasto consumato insieme ai bambini della scuola.

Riposo? Non è una parola che conosciamo. Abbiamo lanciato una sfida calcistica a bambini e maestri che è stata accolta prontamente. Un’ora di partita a tremila e passa metri di altezza: il risultato è pareggio. Protagonisti assoluti: Anna a comando della difesa, Sara “Saracinesca” e Valeria, il capitano, con una doppietta. Protagonista negativo è stata la nostra guida Julian, ai minimi storici della sua condizione fisica, nonostante il completino del Lanus. Questa sfida, ad ogni modo, ci ha permesso di conoscere in maniera informale i bambini.

Per cena riso con le verdure? Zuppa calda? No, un piatto tipico argentino: la pizza. Come abbiamo imparato durante questo viaggio, però, ciò che viene offerto deve essere accettato con gratitudine,  perché nulla (men che meno il cibo) è scontato.

Buen aproveche!

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13/08/2014 Iruya!!!!

Iruya

Iruya

Era ancora buio quando la sveglia stamattina è suonata. Colazione con burro e dulce de leche e ci siamo rimessi in moto verso Iruya.

Prima sosta: Tropico del Capricorno; la seconda: una chiesetta di Uquia. Terza tappa: Humahuaca tra i mercatini ancora mezzi chiusi.

Trascinati da un vento gelido, abbiamo fatto rifornimento, chi di sciarpe, chi di maglioni pesanti, per affrontare il freddo della Mesada.

Siamo giunti infine alla nostra destinazione finale: Iruya.

 

Dopo un momento di relax, abbiamo pranzato con zuppa calda e l’immancabile milanesa. Il pomeriggio è passato tra freddo e passeggiate fino ad un bellissimo Mirador e partite a carte in ostello.

Iruya

Iruya

Nonostante le nostre tre febbricitanti compañeras, siamo riusciti ad unirci per discutere e organizzare le attività da svolgere alla Mesada. La nostra giornata si è conclusa con una leggera cena a base di zuppa di verdure, riso e il fenomenale dolce “patate y queso”.

Adesso tisana e letto…buenas noches!

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12/08/2014 nella Quebrada de Humahuaca

IMG_2718Stamattina, carichi come muli, abbiamo salutato Padre Marco e siamo partiti alla volta di Purmamarca, dove ci siamo fermati per il pranzo e per spendere un po’ di soldi tra i banchetti di artigianato tipico (e per comprare le indispensabili foglie di coca, tranquilli non ci siamo drogati).

Ripreso il viaggio nel nostro Chilloutobus, siamo rimasti incantati dal “Cerro de los Siete Colores”, montagne andine che presentano strati rocciosi di diverso colore, a causa delle diverse ere di formazione.

Tra i paesaggi, l’infinito lago salato (le Saline), che è diventato il nostro set fotografico tra salti e prospettive (alcune mal riuscite). Dal bianco delle saline siamo risaliti verso la montagna, per poi riscendere nuovamente. All’improvviso, tra le vette, un nuovo mare bianco; dopo un attimo di stupore, abbiamo scoperto di trovarci oltre le nuvole, al di là delle quali ci aspettava Tilcara. Finalmente abbiamo trovato il nostro coloratissimo ostello, gestito da un’eccentrica coppia che da due anni ha deciso di abbandonare la frenetica vita di Buenos Aires.

Salinas Grandes- Purmamarca

Salinas Grandes- Purmamarca

Per la cena vi consigliamo di andare a “La Peña”, il migliore locale di tutto il Nord, a detta di Juliàn. Purtroppo noi non abbiamo avuto il piacere di mangiarvi,poiché non abbiamo trovato posto; speriamo che voi sarete più fortunati (andateci alle 18). Un po’ infreddoliti e malaticci siamo andati a dormire.
Buenas noches… anzi no… è doveroso raccontare l’avventura di Sara: vedendo tre di noi vestirsi per andare in bagno (fuori dall’ostello), ha pensato di doversi preparare per la partenza.

“Sara, dove stai andando alle due e mezza di mattina?!?”.

E continua il nostro viaggio infinito, come i paesaggi intorno a noi.

 

in viaggio

in viaggio

Tropico del Capricorno

Tropico del Capricorno

Tropico del Capricorno

Tropico del Capricorno

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11/08/2014 …nella scuola a El Lobatón

Sveglia all’alba questa mattina per il gruppo di PSF. Su proposta di Padre Marco, che ci aveva richiesto di proporre delle attività per contrastare il problema del bullismo, ci siamo recati presso la scuola de “El Lobatón”.

Una volta giunti sul posto ci siamo divisi nelle varie classi unendo jardin/1° grado; 2°/3° grado; 4°/5° grado; 6°/7° grado. Con i vari gruppi si sono realizzate attività differenti a seconda delle età, lavorando su temi come bullismo (segnalato come presente nella scuola) e violenza in generale, il tutto cercando di favorire la collaborazione tra compagni anche attraverso il lavoro di gruppo.

Terminate le attività ci hanno proposto di pranzare con i bambini nelle varie classi. Sfiniti, siamo rientrati e siamo subito crollati nel letto in vista della charla a casa di Padre Marco per confrontarci sulle esperienze di queste due giornate a Jujuy. In vista del lungo viaggio che ci aspetta domani e per il progressivo aumento di altitudine, abbiamo dovuto ridurre le calorie e cenare con riso e verdure (le cene di Maria ci mancano!)


Buenas noches!  

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10/08/2014 Feliz día del niño… con i bambini de El Lobatón

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Dopo una buona dormita il gruppo si è diviso nella mattinata: Martina e Benedetta hanno partecipato alla messa tenuta da Padre Marco. Lì sono state ben accolte tanto che sono state invitate a parlare alla radio municipale, unico mezzo di comunicazione del paese. Il resto del gruppo invece ha ultimato le cose mancanti per animare il pomeriggio.

Chi in macchina e chi in jeep, con il vento tra i capelli (un po troppo vento!), siamo arrivati a San Pedro dove siamo stati accolti con cotolette fumanti e purè (cucinato anche da alcune di noi), che ci hanno caricati per “gestire” e far divertire circa 100 bambini e le rispettive mamme.

Durante il pomeriggio, vestiti da clown o truccati in modo buffo, abbiamo messo in atto diverse attività tra cui tombola, giochi con l’acqua, staffette, favole (Peter Pan) il tutto reso magico da trucchi, brillantini e caramelle in abbondanza. Ognuno di loro è tornato alle rispettive case con tanti doni (quaderni, penne, matite, cibo) e noi invece pieni di soddisfazione per il buon esito della giornata. Stanchi, siamo ritornati a casa e, dopo una rilassante doccia, abbiamo cenato con un’ottima pasta al sugo, cucinata dalle nostre cuoche Elena e Samantha. Per dessert, gelato offerto da Padre Marco!


Buenas noches!!

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